L’orso Teo e le stagioni

Gli animali che vivono nel bosco non hanno il calendario appeso in casa come noi.

Non sanno se oggi è il primo giorno del mese o l’ultimo giorno dell’anno ma riescono a riconoscere esattamente quando le stagioni cambiano. Eh si, sono molto bravi!

 

Loro sono in grado di osservare l’esatto momento in cui la prima pallida rugiada di primavera farà il solletico all’erba facendola ridere talmente forte che i fiori si svegliano e sbocciano.

Riconoscono l’esatto giorno in cui il vento cambia direzione e trascina con sé il primo giorno d’estate portando stormi di uccellini in costume da bagno e le rane si lamentano perché preferiscono la pioggia.

 

Poi arriva l’autunno e loro festeggiano la prima foglia che diventa gialla e poi rossa.

E quando il bosco diventa color porpora tutti gli animali hanno un gran da fare! Le famiglie di ricci preparano una buca accogliente per tutta la famiglia, gli scoiattoli riempiono le loro piccole case negli alberi con noci, pinoli e ghiande, i funghi diventano ombrelli per i ghiri dormiglioni e poi, ci sono gli orsi che si preparano il lettone nella grotta.

 

L’inverno è la stagione più facile da riconoscere. Si sente odore di neve nell’aria e il naso pizzica, il lago diventa una pista di pattinaggio e le volpi danzano sul ghiaccio.

Ma ad un certo punto una puzzola inizierà a sbadigliare e, visto che lo sbadiglio è contagioso, tutti gli altri animali la seguiranno in una danza di stiracchi e bocche aperte e andranno a rifugiarsi nelle loro comode tane fino alla primavera successiva.

 

Questo grande sonno si chiama “letargo” e tutto il bosco inizierà a russare.

 

Questa è la storia di Teo, un piccolo orso molto disobbediente che non voleva mai andare a dormire.

 

Nel primo giorno d’inverno di tanti anni fa, mentre tutta la sua famiglia russava nella grotta, l’orsetto, credendosi il più furbo di tutti pensò: “Se gli altri orsi dormiranno per tutto l’inverno, io potrò mangiare miele e frutta in quantità e senza dividere nulla con nessuno, potrò fare delle grandi scorpacciate!”

Teo, in punta di zampa, uscì quatto quatto dalla sua tana, che risuonava del russare della sua famiglia, e si addentrò nel bosco.

 

Camminò per tutta la notte e tutto il giorno, senza trovare nessuna leccornia. C’era solo tanta neve sul suo cammino e il piccolo orso Teo iniziava ad avere molto freddo.

 

Era esausto e affamato, quando ad un certo punto, vide una piccola luce farsi strada tra i rami spinosi della foresta, con il suo nasone nero sentì un profumo che gli fece brontolare la panciona.

Incuriosito Teo, si affacciò per vedere meglio e notò una bambina davanti ad un grande fuoco. “Chi va là” gridò la bambina, vedendo spuntare due orecchie tonde dal cespuglio, “Sono un piccolo orso che muore di fame e freddo” rispose Teo, “Cosa ci fa un orso in pieno inverno nella foresta? Dovresti dormire nel tuo giaciglio e svegliarti non prima della primavera” disse la bambina avvolta in una calda coperta.

Teo, prese coraggio e si avvicinò con cautela, non aveva mai visto una bambina prima di allora.

 

L’orsetto raccontò i fatti per filo e per segno e la bambina, con calma e pazienza, spiegò a Teo che d’inverno nel bosco non avrebbe mai trovato frutta zuccherina e miele, perché senza i fiori le api non hanno nulla da fare e la frutta nasce solo se ci sono i fiori.

Raccontò delle api e come d’inverno, se ne stanno tutte ammucchiate dentro l’alveare mangiando la scorta di miele e polline che mettono da parte durante le altre stagioni.

 

Teo non aveva mai osservato il mondo così attentamente e non avrebbe mai immaginato, “parola di orso”, che la natura che lo circondava fosse così perfetta ed organizzata.

 

La bambina si prese cura di Teo, gli regalò una sciarpa calda ed un berretto di lana, lo fece riscaldare vicino al fuoco e mangiarono tanti marshmallow morbidi e dolci che a Teo, ovviamente, piacquero moltissimo.

 

Si fece tardi e Teo iniziò a sbadigliare, allora la bambina costruì un riparo fatto solo con foglie e rami ma allo stesso tempo resistente e caldo, di lì a poco Teo si addormentò, al calduccio e con la pancia piena.

 

L’orso fece proprio una bella dormita! E quando riaprì gli occhi e uscì dalla sua capanna, si accorse che non c’era più neve né freddo! Il prato era in fiore, gli uccellini preparavano il nido cinguettando e l’aria era dolce.

Senza accorgersene, Teo era andato in letargo e aveva dormito tutto l’inverno svegliandosi in primavera.

 

Era felice e si sentiva più saggio! Fece la doccia nel ruscello, si lavò i denti e riprese la via di casa per riabbracciare la sua famiglia e gli amici.

 

Ogni tanto Teo scendeva a valle per salutare la bambina che lo aveva aiutato a capire l’importanza del tempo e delle stagioni. I due divennero molto amici e fecero tanti campeggi insieme, dormendo sotto le stelle d’estate e mangiando tanti dolcissimi marshmallow.

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