La balena canterina e le sirene

Esiste un luogo nel mondo, un punto esatto, dove il mare diventa oceano e l’acqua diventa ghiaccio.

 

E’ proprio qui che ha inizio la nostra storia.

 

Quando arriva la bella stagione e il ghiaccio inizia a brillare, gli orsi polari prendono il sole perché sono troppo pallidi e le foche gli fanno l’applauso.

 

E’ indubbiamente il momento dell’anno preferito di Tippi la Balena.

 

Ci sono due tipi di balene nel mondo: Quelle che si fanno i fatti loro e quelle che non riescono a stare zitte, Tippi faceva parte della seconda categoria.

 

Nella sua breve esistenza, che si può contare sul corno di un Narvalo, Tippi sviluppò una passione che la condusse in posti remoti del mondo, dove nessuna balena s’era mai avventurata prima.

 

Tutto iniziò quando incominciò a parlare…ehm, volevo dire a cantare, eh si! Le balene da che mondo è mondo cantano! E lo fanno così bene che il loro canto arriva a miglia e miglia di distanza senza che loro muovano una pinna!

 

Tippi, dicevamo, adorava cantare, cantava per tutti, e tutti volevano ascoltarla. L’unico problema è che quando Tippi cantava, gli auditori si addormentavano e cadevano come perecotte in un sonno quasi letargico.

Eh già, il canto delle balene è molto rilassante e Tippi era talmente brava che riusciva a far addormentare un fenicottero rosa in Africa mentre immergeva la testa nell’acqua per mangiare un gamberetto!

 

Le aveva provate tutte per farsi ascoltare e riuscire a concludere una sinfonia dall’inizio alla fine. Provava a cantare sottovoce, con la bocca piena di plancton, a testa all’ingiù ma, nulla. Tutti godevano delle sue doti, ma nessuno riusciva o voleva ascoltarla veramente.

 

Un giorno, mentre Tippi piangeva sul fondo del mare passò da lì un’aringa solitaria, molto anziana, con l’aria persa tipica di chi è saggio. “Perché piangi balena? Sei stanca di contarti le pinne?” chiese l’aringa a Tippi.

“Mi sono esercitata tutta la vita per cantare così bene e nessuno riuscirà mai ad ascoltarmi e ad applaudirmi” rispose Tippi, facendo uscire qualche bollicina dal naso.

 

L’aringa vedendo la piccola balena così triste decise di accogliere il suo sfogo e si sedette vicino a lei.

“Io sono un pesce vecchio e solitario e ho girato tanto intorno al mondo e posso confermare che non sei l’unico ad avere questo problema sai?”

Tippi trasalì, le bollicine non uscivano più dal naso tanta era la curiosità.

“Nei mari caldi del sud, dove l’acqua è molto salata vivono delle sirene, anche loro amano il canto ma a differenza del tuo che crea beatitudine, il loro genera ripugnanza negli altri”.

 

La balena non poteva crederci! Doveva assolutamente trovare queste sirene per non sentirsi più sola, magari l’acqua salata di quei mari le avrebbe giovato.

 

Ringraziò l’aringa, fece i bagagli e partì verso il sud.

 

Ci vollero mesi per arrivare, durante il viaggio conobbe tanti amici, cantò molte canzoni ai pescatori per non fargli pigliare pesci, poi prese una corrente d’acqua calda e si ritrovò scaraventata in un luogo pieno di colori e coralli, talmente tanti che le si riempirono gli occhi.

 

“Sto cercando le sirene” chiese Tippi ad un pesce palla sgonfio, con le occhiaie, che rispose ridacchiando, cercando a stento di gonfiarsi: “Prosegui dritta, quando incontrerai sul tuo cammino una nave pirata adagiata sul fondale marino sarai arrivata ma non canticchiare durante la via che non possiamo permetterci di dormire durante il giorno, da queste parti!”

 

C’erano tanti cartelli con tante indicazioni, da dove veniva Tippi c’era solo una calamita che ti indicava il nord!

 

Più Tippi si avvicinava e più veniva attratta da un richiamo, non riusciva a capire bene cosa fosse quella forza ma non poteva certo tirarsi indietro dopo un viaggio così lungo.

 

Ed ecco, tra le alghe tese verso il sole, spuntare il viso di una fanciulla e poi un’altra fanciulla seguita da una pinna colorata.

 

Senza rendersene conto, Tippi si trovò circondata di sirene.

“Chi sei e cosa ci fai da queste parti? Dovrai sentire molto caldo” disse la sirena dai capelli verdi.

“Ho fatto un lungo viaggio per trovarvi, sono un’artista incompresa, proprio come voi” rispose Tippi timidamente.

“Anche tu ami il bel canto come noi? Ogni volta che proviamo a fare una serenata d’amore ai marinai, questi si mettono i tappi nelle orecchie per non sentirci, forse non siamo così brave come crediamo di essere”, disse la sirena dai capelli rosa, assumendo l’espressione più triste mai vista in tutti i mari.

“Non credo che il tuo canto sia più brutto nel nostro, facci sentire cosa sai fare e noi faremo lo stesso” disse la sirena dai capelli blu.

 

Cantarono a lungo e si raccontarono storie su quanto fossero incomprese, il tempo scorreva senza accorgersene e mentre disquisivano della loro infelicità reciproca, ad un tratto si resero conto che tutte le creature del mare e quelle di superficie le stavano ascoltando estasiate.

 

Senza rendersene conto, avevano trovato l’armonia perfetta! il canto di Tippi si legava perfettamente a quello delle sirene, creando una melodia unica e meravigliosa che attraversava gli oceani e l’acqua.

 

Dal quel giorno divennero inseparabili e crearono un’orchestra sinfonica mai ascoltata prima. Insieme potevano cantare.

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